Large. Architettura e arte contemporanea sull’Île Seguin
Sull’Île Seguin, a Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi, un nuovo edificio dedicato all’arte contemporanea si inserisce nel processo di trasformazione dell’ex area industriale Renault. È Large, centro d’arte progettato dallo studio catalano RCR Arquitectes, vincitore del Premio Pritzker nel 2017, in collaborazione con lo studio francese CALQ Architecture. Con una superficie di 5.000 metri quadrati, di cui 2.500 destinati alle esposizioni, l’edificio sorge sulla Pointe des Arts, all’interno di un più ampio intervento di riqualificazione urbana che comprende spazi culturali, servizi e luoghi pubblici affacciati sulla Senna. Il progetto prende forma dal confronto con la memoria industriale dell’isola e con la sua particolare condizione geografica, facendo del rapporto tra acqua, paesaggio e città uno degli elementi che accompagnano l’intera esperienza di visita.
Materiali e paesaggio
Per RCR Arquitectes, fondato da Rafael Aranda, Carme Pigem e Ramon Vilalta, il punto di partenza è stato il carattere dell’isola, occupata per decenni dagli stabilimenti automobilistici Renault e progressivamente trasformata dopo la loro dismissione. Anziché riprodurre le forme dell’architettura industriale scomparsa, il progetto ne richiama la materialità attraverso l’impiego del calcestruzzo, dell’acciaio corten e dell’alluminio anodizzato.
Le superfici metalliche dell’involucro cambiano aspetto con il variare della luce naturale: il corten, con le sue tonalità brunite, richiama il vocabolario industriale e portuale, mentre l’alluminio anodizzato restituisce i riflessi del cielo e dell’acqua. L’alternanza tra volumi compatti, aperture e passaggi stabilisce una relazione continua con il fiume, le rive e le colline di Meudon. L’edificio non si presenta così come un corpo isolato, ma partecipa alla definizione degli spazi pubblici della Pointe des Arts, lasciando che il paesaggio entri nella percezione dell’architettura.
Un percorso tra volumi e luce
Questa relazione tra interno ed esterno prosegue nell’organizzazione degli spazi espositivi, dove la successione di ambienti di dimensioni e altezze differenti accompagna progressivamente il visitatore verso le opere. L’ingresso introduce in un atrio di 370 metri quadrati, concepito come luogo di incontro e di sosta, con una gradinata da circa 70 posti destinata anche a eventi e presentazioni. A caratterizzare lo spazio è un volume cilindrico che attraversa verticalmente l’edificio, diventando un punto di riferimento per i percorsi che collegano i diversi livelli.
Da qui il percorso prosegue attraverso un piano ammezzato e un lungo corridoio che, aprendosi in alcuni punti sull’atrio, può accogliere a sua volta opere d’arte. Una grande scala mobile conduce al quarto livello, accompagnata da una luce diffusa che attraversa un elemento schermante. Il passaggio dagli ambienti più raccolti ai volumi superiori introduce alla principale sala espositiva: uno spazio di 1.000 metri quadrati, privo di pilastri, con pareti curve e un’altezza che raggiunge i 14 metri. Una grande vetrata apre la vista sulle terrazze piantumate, ristabilendo il contatto con il paesaggio esterno.
Il percorso continua ai due piani superiori, dove altrettante sale di 500 metri quadrati ciascuna offrono configurazioni differenti per gli allestimenti. Scale, affacci interni e balconi consentono di osservare dall’alto il grande spazio centrale, creando relazioni visive tra i diversi livelli. L’architettura alterna così momenti di raccoglimento e aperture inattese, senza rinunciare alla flessibilità necessaria per accogliere progetti espositivi diversi.
A conferire continuità agli ambienti contribuisce anche il pavimento in acciaio calaminato dalla finitura opaca, mentre la luce naturale, prevalentemente indiretta, viene modulata attraverso vetrate e aperture di diversa dimensione. Il controllo acustico completa l’attenzione alle condizioni di fruizione delle opere, anche negli spazi caratterizzati dalle maggiori altezze.
Un centro d’arte aperto alla città
Accanto alle sale espositive, Large comprende ambienti destinati all’incontro, alla formazione e alla permanenza, che ampliano le possibilità di utilizzo del centro oltre la visita alle mostre. Circa il 40% degli spazi è liberamente accessibile e l’atrio, con le prime opere esposte, assume anche la funzione di luogo pubblico per incontri e performance.
L’attenzione ai diversi pubblici si traduce nella presenza di ambienti appositamente progettati. Al piano terra si trova la libreria-boutique, disegnata da RCR Arquitectes e gestita da GrandPalaisRmn, mentre al quarto piano la designer Constance Guisset ha curato due spazi con funzioni differenti: Le Petit Atelier, dedicato ai bambini dai 6 ai 12 anni, ed Extra Large, il coffee shop affacciato sulla terrazza panoramica.
Nel Petit Atelier, la scoperta dell’arte passa attraverso attività pratiche e occasioni di sperimentazione. Lo spazio riunisce un angolo lettura, un piccolo teatro, un’area per proiezioni, tavoli di lavoro e una materioteca, con arredi e strutture mobili che consentono di modificare la disposizione degli ambienti secondo le attività proposte. Nel coffee shop, invece, gli elementi d’arredo seguono le curve dell’architettura e riprendono, attraverso tonalità ramate, rosate e aranciate, i colori delle superfici metalliche esterne.
Questa attenzione all’accoglienza corrisponde anche agli obiettivi del progetto culturale. In una recente intervista, la direttrice generale Paula Aisemberg ha sottolineato la volontà di sostenere la scena artistica francese attraverso il coinvolgimento di curatori indipendenti, mantenendo una proposta di qualità ma capace di rivolgersi anche a un pubblico non specializzato.
Allestimenti e sostenibilità
La riflessione sulle modalità di utilizzo degli spazi riguarda anche la sostenibilità delle attività espositive. Fin dalla sua apertura, Large ha adottato un approccio basato sull’ecoprogettazione, considerando le diverse fasi di vita degli allestimenti, dalla realizzazione allo smontaggio e al successivo riutilizzo.
In questa prospettiva, il centro si è dotato di un sistema di pareti espositive modulari e riutilizzabili, pensato per adattarsi alle diverse mostre e limitare la produzione di strutture temporanee. La scelta si accompagna al ricorso al noleggio, al recupero dei materiali e alla progettazione di elementi smontabili, introducendo criteri di flessibilità che riguardano tanto l’organizzazione degli spazi quanto la gestione delle risorse.
L’attenzione ambientale interessa anche il rapporto tra edificio e paesaggio. Le terrazze piantumate riprendono le specie vegetali locali e contribuiscono alla regolazione termica e alla gestione delle acque meteoriche, prolungando all’interno del progetto architettonico il sistema verde dell’isola.
La nuova vita dell’Île Seguin
Promosso dal gruppo Emerige, Large si inserisce nel progetto della Pointe des Arts, che comprende spazi culturali, strutture ricettive e servizi. Nella parte centrale dell’isola, il parco Gauthier Mougin, progettato da Michel Desvignes, ospita un percorso di opere d’arte all’aperto.
Il richiamo alla storia industriale del luogo trova espressione anche nella mostra inaugurale, “Moteur Imaginaire”, curata da Cecilia Alemani, che mette in relazione opere della collezione Renault e nuove produzioni artistiche dedicate al rapporto tra industria, automobile e creazione contemporanea.
Con Large, l’ex isola industriale aggiunge così un nuovo spazio alla propria geografia culturale. Un’architettura nella quale la relazione tra materiali, luce e paesaggio si intreccia con l’organizzazione degli ambienti espositivi e con la presenza di luoghi aperti alla collettività, restituendo alla visita una dimensione che si estende oltre le sale dedicate alle opere.
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