
Il colore di Mimmo Jodice
Al Museo del Tesoro di San Gennaro un nucleo di oltre quaranta fotografie riporta alla luce un capitolo poco conosciuto della ricerca di Mimmo Jodice: l’unico progetto realizzato a colori dall’artista. Nato negli anni Ottanta dall’osservazione ravvicinata dei dipinti del Seicento napoletano, il lavoro viene oggi riproposto attraverso immagini restaurate e in parte inedite, offrendo l’occasione di rileggere alcuni capolavori della pittura barocca attraverso il linguaggio della fotografia.
Frammenti del Seicento napoletano
Le fotografie nascono dall’incontro con le opere di Caravaggio, Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Artemisia Gentileschi, Battistello Caracciolo e altri protagonisti della pittura napoletana. Jodice concentra l’attenzione su dettagli apparentemente marginali – un volto, una mano, uno sguardo, una piega di tessuto – isolandoli dal contesto originario e trasformandoli in immagini autonome. Il colore non descrive, ma diventa uno strumento per esplorare la materia pittorica e le tensioni visive racchiuse nelle tele.
Fotografie tra le collezioni del Tesoro
Le opere sono distribuite lungo l’intero percorso museale, dalle sale del Tesoro alle Sacrestie, creando continui rimandi tra le immagini fotografiche e gli oggetti custoditi nel complesso monumentale. L’allestimento, ideato da Sylvain Bellenger e progettato da WorkinArt, introduce tessuti e velluti di ispirazione barocca, progettati da Maddalena Marciano, docente di costume dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, che accompagnano la visita e costruiscono una relazione visiva con i colori, le superfici e i materiali del Tesoro di San Gennaro.
Un percorso tra pittura e fotografia
L’esposizione mette in relazione due modi diversi di guardare le immagini: quello dei pittori del Seicento e quello di un fotografo che sceglie di soffermarsi sui dettagli, rallentando l’osservazione e modificando la percezione delle opere. Inserite negli spazi del museo, le fotografie non illustrano i dipinti da cui hanno origine, ma ne propongono una nuova lettura, trasformando particolari quasi invisibili in protagonisti del racconto espositivo.
Immagine di anteprima: L’immagine guida della mostra. Foto allestimento Barbara Jodice, particolare
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