
Lorna Simpson. Third Person
Punta della Dogana dedica a Lorna Simpson la più ampia presentazione europea degli ultimi anni dedicata alla sua pratica pittorica. Curata da Emma Lavigne e realizzata in stretto dialogo con l’artista, “Third Person” riunisce circa cinquanta opere tra dipinti, collage, sculture, installazioni e un film, accanto a nuove produzioni concepite per gli spazi veneziani. Il percorso, progettato appositamente per Punta della Dogana, attraversa oltre vent’anni di ricerca, mostrando come la pittura sia divenuta il luogo privilegiato della sua ricerca, attraverso cui continua a interrogare memoria, rappresentazione e identità.
Pittura e spazio
Le grandi tele scandiscono gli ambienti di Punta della Dogana con un ritmo misurato, alternando le pareti in mattoni dell’antico edificio agli spazi in cemento progettati da Tadao Ando. L’allestimento affida al vuoto un ruolo attivo: le opere respirano all’interno dell’architettura, mentre collage, sculture e installazioni introducono pause e cambi di scala che accompagnano il visitatore attraverso i tre nuclei espositivi. Il percorso costruisce così un equilibrio continuo tra la monumentalità dello spazio e quella delle opere, senza che l’una prevalga sull’altra.
Archivi e trasformazioni
Una grande installazione dedicata ai collage documenta il ruolo centrale che questa pratica riveste nel lavoro dell’artista. Attingendo a un vasto archivio visivo, Simpson costruisce accostamenti, slittamenti di significato e nuove associazioni che alimentano anche la sua pittura. Acqua, ghiaccio, fuoco, polvere, nuvole e meteoriti attraversano le opere come elementi in continua trasformazione, dando forma a un immaginario sospeso in cui memoria collettiva, identità e rappresentazione rimangono volutamente aperte a molteplici interpretazioni.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. Foto James Wang, © Palazzo Grassi, Pinault Collection
© Design People Soc. Coop.