
Vico Magistretti e il Giappone
Oltre venti progetti raccontano le corrispondenze tra il lavoro di Vico Magistretti e l’estetica giapponese. Nello Studio Museo milanese, arredi, architetture e interni sono riletti attraverso wa, iro e iki: tre concetti legati all’armonia, al colore e a un’eleganza fondata sulla misura e sulla rinuncia al superfluo.
Un paesaggio in miniatura
Negli spazi raccolti del museo, l’allestimento progettato da XPO porta alla scala del modello le principali tipologie di arredo affrontate da Magistretti. Sedie, divani, tavoli, librerie, lampade e letti trovano posto su strutture lignee sviluppate su due livelli. Telai aperti, ripiani e pannelli semitrasparenti scandiscono le diverse composizioni lasciando visibili gli ambienti e i materiali esposti alle pareti.
Realizzati da ECAL / Bachelor Industrial Design, i modelli condensano in pochi metri una produzione sviluppata nell’arco di decenni. A questi si affiancano i disegni realizzati per l’occasione da Dogma, dedicati ai progetti di architettura e interior design, costruiti o rimasti sulla carta.
Segni nello spazio
Il progetto grafico di Omnigroup entra nell’allestimento fin dall’ingresso. Grandi teli verticali presentano il titolo in italiano, inglese e giapponese attraverso una trama rossa, colore che ricompare anche nelle scritte che accompagnano i modelli. Scale e supporti differenti mettono in relazione mobili, architetture, disegni e documenti, restituendo i diversi legami di Magistretti con il Giappone: dai nomi e dalle forme degli oggetti ai progetti realizzati nel paese, fino alle corrispondenze con la cultura estetica giapponese.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra. © Niccolò Quaresima
© Design People Soc. Coop.