Project Domani: il nuovo assetto della National Gallery a Londra
Con la selezione del progetto firmato da Kengo Kuma and Associates con BDP e MICA prende forma la nuova ala della National Gallery londinese. L’intervento è il fulcro di Project Domani, un programma che ridefinisce il museo in relazione all’estensione della collezione oltre il 1900.
L’obiettivo è costruire un sistema di spazi capace di accogliere l’intera storia della pittura occidentale, mettendo in relazione architettura e percorso espositivo all’interno di un unico dispositivo coerente.
Un progetto per completare il campus
La nuova ala sorgerà sul sito di St Vincent House, completando il campus esistente e intervenendo su un punto strategico della città.
La posizione diventa leva progettuale: non solo spazio aggiuntivo, ma occasione per ridefinire le connessioni tra il museo e il sistema degli spazi pubblici, in particolare tra Leicester Square e Trafalgar Square.
Il progetto assume così una doppia natura, museale e urbana, estendendo il ruolo della National Gallery oltre il proprio perimetro.
Spazio pubblico e continuità urbana
Il progetto costruisce una relazione diretta con la città attraverso una sequenza di spazi esterni che accompagnano l’ingresso e ne amplificano l’accessibilità.
Alberature, roof garden e una configurazione volumetrica a gradoni definiscono una presenza aperta, in cui edificio e spazio pubblico si integrano. L’uso della pietra di Portland rafforza la continuità materica con il contesto londinese, mentre la modellazione dei volumi consente alla luce naturale di penetrare negli ambienti interni.
Ne deriva un sistema di soglie e attraversamenti che mette in relazione i flussi urbani con l’accesso al museo.
Organizzazione degli spazi e ritmo del percorso
L’impianto interno si articola su una chiara distinzione tra livelli, costruendo un ritmo fatto di continuità e variazione.
Il piano principale adotta un linguaggio di volte e archi, in continuità con le gallerie esistenti. Questo consente un’estensione fluida del sistema espositivo, senza fratture percettive.
Il piano superiore introduce invece una configurazione più geometrica. Il cambio di registro non è solo formale: diventa uno strumento per articolare il percorso e scandire l’esperienza.
Le gallerie si configurano come spazi essenziali e leggibili, pensati per sostenere l’esposizione e l’organizzazione di una collezione ampliata.
Luce e materiali come strumenti di progetto
La luce naturale è parte integrante del progetto. La configurazione dei volumi e delle aperture permette di convogliarla all’interno, contribuendo alla qualità degli ambienti espositivi.
Le scelte materiche lavorano in continuità con il contesto. La pietra e le superfici articolate costruiscono un dialogo con l’architettura esistente, mantenendo al tempo stesso una chiara leggibilità contemporanea.
Il progetto opera così su più scale, mettendo in relazione dimensione urbana e spazio interno.
Sostenibilità e valore sociale
Il progetto integra un framework dedicato alla sostenibilità e al valore sociale, sviluppato come parte strutturale del processo.
Il Climate & Social Action Design Framework introduce criteri misurabili che accompagnano l’intero ciclo di vita dell’edificio. L’attenzione si estende dalle prestazioni ambientali all’impatto sociale, in relazione alle comunità e alle iniziative della National Gallery.
Sostenibilità e accessibilità vengono trattate come componenti integrate del progetto.
Un progetto multidisciplinare
Il progetto nasce dalla collaborazione tra Kengo Kuma and Associates, BDP e MICA, che operano su ambiti complementari: architettura, ingegneria, urbanistica, paesaggio e interni.
Questa struttura consente di affrontare il progetto come sistema complesso, in cui edificio, spazio pubblico e percorso espositivo vengono sviluppati in modo coordinato.
Architettura e trasformazione del museo
Project Domani introduce una trasformazione che va oltre l’ampliamento fisico. La nuova ala diventa lo strumento per accogliere una collezione in evoluzione e costruire una nuova continuità narrativa.
L’architettura organizza il rapporto tra contenuto e spazio, ridefinendo l’esperienza di visita e il legame tra istituzione e città.
Il progetto si configura così come un sistema integrato, in cui edificio, spazio pubblico e percorso espositivo concorrono a definire il nuovo assetto della National Gallery.
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