
Moda in Luce 1955-1975. Roma fra glamour e innovazione industriale
Alla Centrale Montemartini di Roma, la mostra ricostruisce vent’anni decisivi per l’affermazione internazionale della moda italiana e il ruolo della capitale come luogo d’incontro tra sartoria, cinema, industria e spettacolo. Curata da Fabiana Giacomotti, la mostra riunisce circa 150 fotografie d’epoca, filmati, documenti, tessuti e trenta abiti originali provenienti da maison, sartorie cinematografiche, musei e collezioni private.
Una sartoria dentro la Centrale
L’allestimento progettato dall’architetto Dario Dalla Lana porta negli spazi di archeologia industriale della Centrale Montemartini l’atmosfera delle sartorie romane degli anni Cinquanta e Sessanta, evocata attraverso colori e soluzioni espositive. Abiti, fotografie e documenti si alternano lungo il percorso, mentre cinque postazioni video presentano filmati dell’Archivio storico Luce, alcuni rari e finora non disponibili al pubblico. Materiali di natura diversa concorrono così a restituire il sistema di relazioni che in quegli anni lega creazione sartoriale, industria e costruzione dell’immaginario.
Tra atelier e cinema
Le creazioni di Valentino Garavani, Sorelle Fontana, Fernanda Gattinoni, Roberto Capucci, Irene Galitzine, Emilio Federico Schuberth, Karl Lagerfeld per Fendi e altri protagonisti dialogano con immagini di atelier, sfilate, lavorazioni e star system. Fotografie e filmati fanno emergere in particolare il rapporto con il cinema attraverso figure come Audrey Hepburn, Sophia Loren, Anita Ekberg, Ingrid Bergman e Silvana Mangano, documentando quanto la circolazione di quelle immagini abbia contribuito alla diffusione internazionale del Made in Italy.
Due nuclei approfondiscono aspetti specifici di questa storia: la Snia-Viscosa, attraverso documenti legati alla produzione dei tessuti sintetici, e Palma Bucarelli, direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, la cui figura mette in relazione arte, abbigliamento e cultura visiva.
Una biblioteca di materiali
La mostra si conclude in una sala-biblioteca con campionari tessili degli archivi Mantero Seta, Taroni e del gruppo Ermenegildo Zegna, affiancati da libri, riviste, inviti e memorabilia. Tra i documenti compare anche l’album amicorum appartenuto ad Angelo Litrico, con disegni e dediche di sarti e artisti dell’epoca. La dimensione spettacolare degli abiti e delle immagini lascia qui spazio alle fonti, ai materiali e agli strumenti che documentano la cultura progettuale e produttiva della moda italiana.
Immagine di anteprima: Veduta della mostra
© Design People Soc. Coop.